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 La bellezza sale con il calar del sole, in questo momento l'infinito crea la sua magia, sta scegliendo una stella, la più bella, per d...

venerdì 11 dicembre 2015

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 (Zio zibì è zio Luca. Veniva chiamato cosi dai fratelli quando era piccolo).

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Nico ricorda perfettamente il giorno che incontrò zio Zibì
 Nico era tutto intento a spaccar legna quando si senti tirare i pantaloni, guardò giù e vide che ai suoi piedi c'era un piccolo folletto. Passato il primo stupore, si abbassò per meglio vedere, ma il follettino saltò ridendo sulle sue spalle e gli disse. "sono il folletto Zibì, non aver paura, sono qui per te Sono stato mandato dal popolo delle stelle per donarti dei poteri… E girandosi verso due massi che da anni sono al centro del grande stanzone della legnaia, il folletto gli disse: “Guarda!” Nico vide che i grandi massi si spostarono come due sassolini e sotto di essi si aprì una botola, dalla quale un fascio luminoso illuminò una scala.
"Vieni” disse il folletto con un bel sorriso “scendiamo".
Il ragazzo non sapeva se era sveglio o era tutto un sogno. Il follettino cominciò a scendere le scale invitandolo a scendere con lui.
Nico lo segui, alla fine della scala si trovò in un grandissimo stanzone, tutto illuminato, ma non sapeva che luce fosse e da dove venisse tanta luce.
La voce del folletto stava dicendo qualcosa che lui non afferrava, la sua attenzione si concentrò su un grandissimo tavolo di grandi dimensioni e oggetti sparsi che riempivano il tavolo di cose strane mai viste.
Il folletto seguì lo sguardo di Nico e sorridendo gli disse "Non guardare il disordine, è che sono un folletto molto disordinato, certe volte non so neppure io dove mettere le mani.
 Come vedi  ho bisogno di un assistente che mi aiuti a tenere in ordine un po' il mio tavolo da lavoro.
Se ti fa piacere, potrai venire da me e restare anche per un paio di giorni, vedrai quante meraviglie scoprirai, ma la prima cosa da fare è darti dei poteri: ti serviranno”. Dopo un anno anche Nico  riusciva con la forza del pensiero a spostare massi, passare attraverso i muri e poteva anche diventare invisibile, grazie a zio Zibì!
Ma adesso doveva avvertire zio Zibì che non sarebbe più potuto andare da lui per interi giorni, l'aveva promesso alla zia.

 Con questo pensiero entra nella legnaia, si dirige verso i sassi, li guarda intensamente. I sassi si spostano, la botola si apre e di corsa scende le scale, entra nello stanzone dove lo accoglie la stessa luce magica del primo giorno. Lo zio senza voltarsi e con un timbro di voce serio gli dice.. "Ritorna a casa, Nico, fa presto, corri, c'è Tom che ti aspetta”.
Il ragazzo, passato il primo stupore, senza far domande risale di corsa le scale, non chiude la botola né rimette a posto i sassi, corre veloce verso casa, accompagnato dalla voce di zio Zibì.
“Corri, c'è Tom che ti aspetta! Corri, c'è Tom che ti aspetta" !

Nico arriva a casa, spinge la porta d'entrata strillando "Papà! papà! papà"!  Zia Stefy gli va incontro "Non strillare: Tom non sta bene, aspetta te. È nel suo letto, va’ figlio mio"Continua

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