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 La bellezza sale con il calar del sole, in questo momento l'infinito crea la sua magia, sta scegliendo una stella, la più bella, per d...

lunedì 14 dicembre 2015

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Da quando Tom è andato via per sempre, i ragazzi si son chiusi nel loro dolore. Ora erano orfani di madre e padre. Sentivano un dolore struggente, che neppure l'amore silenzioso della zia riusciva a colmare. Ma Zia Stefy sa che il dolore ha bisogno di tempo, affinché il cuore si dilati e si calmi. Per superare questi momenti ci vuole il silenzio, per udire. Su questi suoi pensieri sospira, regalandoli al cielo, nel quale nulla va perso o va sprecato, il cielo tutto accoglie e contiene nella sua unità. Questo pensiero confortava il cuore della zia. Il miracolo accade puntuale, senza richiesta alcuna. Zia Stefy dice ai ragazzi di scendere che la cena è pronta. Al suo richiamo i ragazzi si presentano in cucina. La tavola era preparata con cura, per dolce una bella crostata di mirtillo, la preferita dei ragazzi. Ma essi rimasero indifferenti. Svogliatamente si sedettero a tavola, tanto per accontentare la zia. Mentre si cenava, la zia iniziò a raccontare... Precisando che non era una delle sue solite favole, ma un piccolo capitolo della sua vita. I ragazzi sapevano poco di lei, e le sue parole accesero in loro la curiosità. "La mia vita non è stata facile, fui trovata abbandonata sotto un albero dai genitori di vostra mamma. Mi crebbero come una figlia e mai seppi nulla, fino alla loro morte. Neppure vostra madre sapeva... Dopo la loro morte, con mia sorella, nel mettere a posto gli scritti di vostra nonna, trovammo ben nascosto un vecchio diario mai visto. L'aprimmo e iniziammo a leggere, fu quel diario a farmi scoprire la verità su di me. Una verità che mi sconvolse e mi chiedevo: chi sono? Questa domanda mi assordava, mi distrusse. Tanti erano i miei pensieri tutti senza risposta. Un pensiero fisso mi diceva: anche l'albero più piccolo ha le sue radici e i suoi semi, a me è stato negato anche questo. Questa sofferenza la vivevo con rabbia, una rabbia che rendeva debole il mio cuore. Sembra strano, grazie a questa debolezza, nascevano in me pensieri nuovi, i quali giorno dopo giorno mi diedero una nuova vita. Tutta mia. In questa nuova vita non avevo più passato, ma il presente e il futuro mi appartenevano per diritto. Ci son voluti anni di tristezza e malinconia per togliere dalla mia mente e dal cuore questi due sentimenti. Nel momento che deposi le armi dei perché sul mio passato ogni tremito che scuoteva il mio corpo trovò pace. In questa nuova pace il mio passato perse la sua sostanza, sembrava appartenere a qualcuno che io più non ero. Ma tanto devo ai vostri nonni materni, e ancor di più al diario trovato. Lo lessi e lo rilessi tante volte. Fu la mia guida. Solo una pagina parlava di me, tutte le altre erano pensieri personali della mamma che mi aveva cresciuta e amata come una vera figlia. Nei suoi pensieri trovai la forza di aprirmi alla nuova vita. In questa nuova vita, questa volta fui io ad adottarla come mamma spirituale”. La zia ebbe un momento di commozione, ma era decisa ad andare avanti. "Un diario che mi indicò la differenza tra la vita e la Vita. Pagine permeate di antica saggezza. Fu tra queste pagine che scoprii che per saggezza il dolore resta impresso affinché, prima o poi, ognuno cerchi una via diversa che conduca al piacere di vivere.
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Pag 13

I tre ragazzi, camminano a lunghi passi sfiorando il fiume che fa da specchio all'azzurro del cielo.
 I loro cuori battono fortissimi e agitati, non per l'ansito della paura, ma per un qualcosa che non sapevano e che tra poco avrebbero saputo di loro, ma anche di papà Tom.
La montagna stava di fronte a loro. I raggi del sole disegnavano nel cielo miliardi di luci, le quali formavano varie forme di colori argentati e dorati e scie colorate investivano i ragazzi, l’erba e  alberi colorando di argento e dorato la Grande Tisama.

 In tanta luce, avanzava verso di loro un’altra luce, i ragazzi non ebbero timore.
La luce si materializzò in un bellissimo uomo.
 Alto, maestoso, avvolto in  un grande mantello, avanzava  verso di loro con passo calmo.
Claudia, lo riconobbe immediatamente, era l'uomo della luce, l'uomo che in quella lontana notte le aveva portato via il suo papà, e ora stava qui  dinanzi a loro.
  Il suo cuore avrebbe voluto gridare all’uomo tutto il suo odio e dirgli di stare lontano da loro. Ma le sue labbra  tacevano.
Tutto intorno a loro taceva. Ma, ecco che  una voce garbata e celestiale infrange delicatamente  il silenzio.
 "Sono Lux, in nome del  Popolo delle Stelle, vi do il benvenuto! Vi aspettavamo.
Seguitemi”
 In silenzio tre ragazzi e un uomo si avviano verso la montagna.
 L'aria era permeata di magia, giochi di luci accompagnava
  questo magico momento. Ogni parola sulle labbra dei ragazzi tace.
 Lux, indicava  a loro il cammino, cammino che i ragazzi conoscevano bene.
  Grande fu la loro emozione,  quando si trovarono nella piccola caverna, dove per anni Tom  aveva  vissuto...
Lux, intuendo i pensieri e l'emozione dei ragazzi, fermò i suoi passi.
 Guardandoli  con commozione disse:
 “Il vostro papà è stato una persona speciale e importante per noi, e anche voi sarete come lui”
Mentre parlava i suoi occhi si fermarono sulla figura di Claudia e sul bracciale.
 La voce e le parole di Lux, su Tom commossero i ragazzi.
Lux, chiese ai ragazzi se erano pronti ad entrare nel grande ventre della montagna.
 I ragazzi, accennarono un sì con la testa. Lux, al sì dei ragazzi, sollevò  le mani, e per incanto la roccia si sollevò.
Un grido di meraviglia uscì dalle labbra dei ragazzi.
Mai avrebbero pensato che nel ventre della montagna ci fosse tanta luce.
Lo stupore dei ragazzi continuava ad ogni passo.
Arrivati al centro del salone Lux si fermò e con lui  i ragazzi.
  Altre due luci avanzavano verso il gruppo, luci  che  si materializzano in  due figure tanto care ai cuori di Nico e Mario... Zio Zibì e Nuvola Bianca. I due ragazzi avrebbero voluto fare tante domande ai lori amici, ma si resero conto che non era il momento.

Ora, il gruppo è al completo... Lux accanto a Claudia, accanto a Nico zio Zibì e accanto a Mario Nuvola Bianca.Una luce di un chiaro cristallino, luce bianca e pura. Luce cristallina avvolge un  trono al centro della sala. Dalla bianca e cristallina luce, una voce morbida come la seta arriva a loro.
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Pag 12

 Zia e nipoti dopo cena  rassettarono la cucina insieme, un'abitudine persa da quando Tom era andato via.
L'atmosfera in casa miracolosamente si accende di nuova luce.
In questa quiete Luce i ragazzi avvertono la zia che all'alba sarebbero andati alla montagna.
Un sorriso apparve sulle labbra della zia.. che disse:
" Papà Tom vi amava molto e mai vi avrebbe mandati in un posto pericoloso per voi.
Andate fiduciosi, il mio pensiero e il mio cuore assieme a quello di Tom saranno sempre accanto a voi".
 I ragazzi decisero di passare insieme la notte, un modo per alleviare i pensieri e il timore dell'ignoto. Tutti e tre sentivano che la loro vita  da domani sarebbe cambiata, com'era cambiata quella di Tom. Il cielo di Tisamano, con il suo cielo e le sue stelle in questa notte di timore e domande, brillava in tutta la sua bellezza, quasi a voler confortare zia e nipoti.
  Claudia rivolgendosi ai fratelli disse:
 "Guardate il bracciale che mi ha lasciato papà Tom. Le sue pietre sono luccicanti e ogni pietra ha un colore diverso. I colori dell'arcobaleno!.
"Nico esclama!
 "I colori della pace"
 Mario rimase incantato a guardare le pietre...
"Si, sono i colori della pace, dell'amore e  della fratellanza.
 Per ricordare all'uomo l'antico patto tra il cielo e la terra".
In questa notte di attesa Claudia raccontò ai fratelli dell'uomo della luce.
Nico di zio Zibì
Mario, della sua nuvola bianca.
Oguno narrava la sua storia, coscienti per la prima volta del loro respiro.
  E Tom sapeva tutto.

 La notte piano piano si ritira lasciando spazio all'alba di dare il suo buongiorno!
 Ogni alba a Tisamano era una esplosione di colori.
In tanta luce ogni timore dei ragazzi sparì.
 Decisero di scendere in cucina prima di zia Stefy e praparare la colazione.
 Dalle scale arrivava un buon odore, capirono, che la zia li aveva preceduti.

Anche per zia Stefy la notte era lenta da passare. Per ingannare il tempo decise di scendere in cucina, desiderando, di preparare una ricca colazione per i suoi ragazzi.
Non sapendo quando li avrebbe rivisti.

 La zia, sopresa a vederli cosi presto in cucina, esclamò!

"Buongiorno ragazzi! Oggi siamo mattinieri!
Preparatevi a gustare una ricca colazione".
"Zia, ci hai preceduto, e anche alla grande"!
La zia li  osservava con gioia. Dopo tanto tempo li vedeva consumare la colazione con allegria e con  gusto e intanto pensava...che tra poco i ragazzi sarebbero andati via, mentre il suo sguardo cadeva sul polso di Claudia e vide che aveva indossato il bracciale di Tom, o dell'uomo della luce.
I ragazzi prima di lasciare la zia, raccontarono anche a lei..Dell'uomo della luce, di zio Zibì e di nuvola bianca e capì, le assenze di Nico e di Mario a cosa erano dovute.
Fu contenta che i ragazzi prima di andar via nutrirono il suo cuore di tanta Magia.

Arrivò il momento dei saluti. La zia li abbracciò a uno a uno
Tanta commozione e nessuna lacrima. Tutti e quattro sapevano che questo giorno doveva arrivare.
La zia li accompagnò alla porta.  Il suo sguardo li accompagnò, fino a quando le sue tre amate figure piano piano sparirono dal suo sguardo. Continua