Claudia e Nico seduti in giardino ammiravano in silenzio il bel tramonto e i suoi colori, che dolcemente, scendevano su Tisamano abbracciandola e avvolgendola in un rosso dorato.
Ai ragazzi piaceva questo momento di perfetta unione tra il cielo, la terra, le cose gli uomini e anche tra loro.
Claudia guardò Nico, cercando di entrare nei suoi pensieri, e intanto pensava..
Nico, è un bellissimo ragazzo, di modi garbati, ha occhi neri e profondi, sempre la parola giusta al momento giusto, se non fosse per quell'alone di mistero che l'avvolge e che tanta ansia dà alla sua famiglia…
Nico ha l'abitudine di allontanarsi da casa per ritornare dopo tre giorni e tre notti. La zia e i fratelli sono preoccupati di questa storia, anche perché Nico non racconta nulla di sé né di quello che fa e nè dove passa questi giorni.
Claudia e Mario hanno tentato diverse volte di chiedere al fratello dove va e cosa fa nei giorni che è lontano da casa, ma le domande dei fratelli cadono sempre nel vuoto.
Istintivamente la sorella guardando il fratello, gli disse:
"Nico, la zia è preoccupata dalle tue assenze, anche io e Mario, lo siamo"
Il fratello guarda la sorella negli occhi.
"Non state preoccupati, non faccio nulla di male , solo che non posso ancora dirlo”. E aggiunse “ma anche Mario fa le sue assenze, non di notte come me, ma ci sono giorni interi che non lo vediamo, come adesso: lui non c'è, ma diversamente da voi, io ho fiducia in Mario. Intorno a noi ho come l'impressione sorella cara che aleggi qualcosa di strano. Da quando papà è andato via, nulla più e come prima".
La sorella lo fissa intensamente e il pensiero ritorna a quella lontana notte..e alle ultime parole di Tom e anche loro non sono più bambini.
"Dici bene Nico, anche Mario nasconde qualcosa"
Il silenzio ruba le ultime parole di Claudia, mentre Tisamano dorme tranquilla protetta dal cielo e dalle sue stelle.
Ma zia Stefy, anche lei in pensiero per Nico, decise che avrebbe affrontato il nipote e chiarito una volta per sempre a cosa erano dovute queste sue assenze.
Una mattina a colazione, senza nessun preambolo, la zia affronta il discorso. Usando parole dure e amareggiate.
"Nico, ho deciso che andrò alla montagna da Tom e lo metterò al corrente di queste tue scappate da casa, in fondo è tuo padre, ha il diritto di sapere e saprà anche cosa fare".
Il ragazzo guarda la zia e con voce pacata la rassicura che non sarebbe successo più, di stare tranquilla ma di non dire nulla a Tom. La zia guardò il nipote e dalla sua espressione capi che Nico avrebbe mantenuta la promessa.
Decise di dare fiducia al ragazzo e per il momento, non avrebbe detto nulla a Tom.
Dopo colazione Nico, alzandosi da tavola, informa la zia che quando vuole lo troverà nella legnaia.
Lo sguardo della donna dal giardino di casa accompagna la bella figura del nipote fino a che non lo vede entrare nella legnaia.
Rientrando in casa la donna diventa triste, da un po’ di tempo avverte una strana stanchezza che non la lascia mai. Pregava Dio di darle ancora un po' di salute, non per lei: chi avrebbe curato i ragazzi? Da quando Tom se ne era andato erano passati nove anni, Claudia ne aveva 18 Nico 17, Mario 16.
La donna ogni tanto riordinava la camera di Tom, toglieva la polvere, rifaceva il letto, sperando sempre che Tom tornasse a casa dai suoi figli.
Quel giorno sarebbe andata lei a portargli da mangiare. Non lo vedeva da nove anni e voleva capire ancora quanto tempo sarebbe rimasto alla montagna. Non si sentiva bene, aveva degli strani dolori alle gambe che la tormentavano. Non diceva nulla ai ragazzi ma desiderava avvertire Tom che qualunque cosa le fosse successa, questa volta, era lei che avrebbe chiesto a lui di provvedere ai ragazzi.
Nico intanto si avvia lesto verso la legnaia, ma non per tagliar legna. Doveva avvertire zio Zibì che non sarebbe stato più possibile andare da lui per interi giorni e notti. Cammin facendo, ricordò il giorno che incontrò zio Zibì.
Da quell’incontro tutto cambiò per Nico. Continua
Nessun commento:
Posta un commento